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| IL
NOSTRO GOSPEL |
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Noi ci chiamiamo Free Voices,
In Italiano: Voci Libere.
Questo nome non è stato scelto a
caso dai nostri "fondatori".. O forse, si potrebbe
dire, non è un caso che sia arrivato alle loro menti.
Voci Libere, voci che cantano libere e per
la libertà. Ma quale libertà? Forse quella
libertà per cui cantavano le popolazioni africane
nei campi di prigionia e per la quale questi splendidi canti
sono nati. La loro era una schiavitù in senso stretto,
fatta di grosse catene che costringevano piedi e mani.
Oggi al mondo ci sono ancora tante grandi
schiavitù! Troppi popoli vivono come schiavi vittime
delle nazioni più potenti.... e poi c'è tanta
fame....ci sono le guerre.... e le epidemie.
Eppure, il mondo non è una cosa a sé, il mondo
è l'insieme di questi 5 miliardi di persone che lo
abitano.
E quindi, queste grandi schiavitù, appaiono come
la sommatoria, l'insieme, il riflesso amplificato di tutte
quelle piccole schiavitù, quelle più intime,
quelle che ognuno di noi porta con sé.
Piccole, perché tali sono rispetto al pianeta in
cui abitiamo... ma che sono enormi rispetto a quel mondo
che ci abita dentro.
Quante volte ci si sente prigionieri: di
un dolore, di una malattia, della perdita di una persona
cara, di una vita buia perché senza amore, di quella
vita che vorremo diversa ma che non abbiamo il coraggio
di cambiare, schiavi della delusione, della paura del futuro,
schiavi di tutto quello che gli altri si aspettano da noi….
e di tutto quello che qualche volta noi, forse anche un
po' violentandoci, pretendiamo da noi stessi!
E allora, quando ci si chiede: perché
cantare un "genere" così diverso dalla
nostra cultura e dalla nostra tradizione e tutti quei discorsi
sulla differenza tra lo scimmiottare gli americani o prender
spunto da loro.
Beh, a pensarci bene è tutto molto più semplice!
Noi abbiamo scelto di aspirare alla libertà nel modo
"inventato"dai nostri predecessori afro-americani…
e cioè cantando, danzando... facendo musica! Certo,
è diverso il contesto, è diverso il colore
della pelle e anche quello della voce, ma per noi, come
per loro qualche tempo fa questi canti vivono del desiderio
ardente e viscerale di libertà.
Ecco cosa ci unisce a chi, anni orsono, nei campi di cotone
cantava quelli che poi vennero definiti spiritual. Quegli
uomini e quelle donne cantavano e pregavano, trovando nel
canto il conforto e pregando perché un giorno quelle
catene potessero scomparire per sempre. Con il tempo lo
Spiritual è diventato Gospel e in un tempo più
vicino a noi il canto di disperazione è diventato
canto di gioia.
E così, oggi noi facciamo Gospel. Ma non è
cambiato molto rispetto al passato perché, proprio
come allora, nella gioia del canto troviamo riscatto, fosse
anche solo per il tempo di una canzone, da tutte le possibili
prigionie in cui viviamo, e nella preghiera chiediamo la
forza per riuscire ad essere ogni giorno un pochino più
liberi..... ogni giorno un pochino più FREE!
M.E.F.
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