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FREEMAGAZINE maggio 2004
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Trimestrale tra riflessione e confronto

"LA STECCA":
editoriale a cura di Laura R.


"GOSPEL… CHE SPETTACOLO!"

"Nulla accade mai per caso", lo ripeto sempre ai miei Free, stimolandoli a dare una lettura a ciò che succede nell
a vita che sia sempre improntata a "vedere e sentire" oltre il fatto in sè, oltre le situazioni singole. Anche l'essere parte di un coro, di dirigerlo, di cantare e di suonare Gospel non è, nè può essere vissuto, come una causalità. Il perchè ad un certo punto ci si trovi sulla strada del Gospel, è un'interogativo intimo e personale a cui ognuno da' la propria risposta e anche io, nel proseguo, darò la mia… Ma prima, farò un passo indietro, perchè questa domanda si accompagna solitamente a questioni di più ampio respiro e spesso al centro di lunghi dibattitti: ci si chiede quale sia la definizione più appropriata per descrivere il Gospel, cosa significhi cantarlo e, ancora, come questo cantare possa rapportarsi contemporaneamente alla fede e allo spettacolo.

In occasione di seminari o di momenti di incontro con altre realtà corali mi è capitato di sentire e condividere commenti entusiasti su quanto sia bello e liberatorio "essere parte" di una realtà corale di questo tipo. Parlando di Gospel si parla di emozione, energia positiva, "contenuti forti legati ai testi", di impatto musicale e comunicazione con il pubblico. Tutte indiscutibili verità. Cantare "Gospel" è certamente ognuna delle cose elencate e infinite altre se ne potrebbero ancora dire. Allora, mi sono chiesta, è forse impossibile dare una definizione? E' forse impossibile delimitare con le parole qualcosa di così grande? Poi, soffermandomi un momento, ho pensato: Gospel significa Vangelo... dunque cantare Gospel significa cantare il Vangelo… La definizione sta tutta qui, in quell'unica parola che le racchiude tutte… Semplice ma non semplicistico.

Partendo da questo, sono passata ad interrogarmi sulla questione successiva: gospel e fede, canto ed emozione, spettacolo o preghiera…. Io credo che la chiave sia nel giusto equilibrio fra ognuno di questi elementi, ed è ripensando al mio percoso musicale ed umano che ho trovato questa risposta. In questi anni ho avuto modo di sperimentare la musica attraverso vari passaggi: dall'emozione semplice di una chitarra intorno al fuoco, al piacere più sottile legato ad un suono, un passaggio o un virtuosismo musicale. Con la musica ho vissuto ogni momento della mia vita, non rinnegando mai nulla di cio' che vivevo. Ecco perché, ad un certo punto, il "caso" ha voluto che io entrassi in contatto con la musica Gospel… non ascoltando un cd , non assistendo ad un concerto, ma cantando in un coro e facendo in prima persona l'esperienza di collegare umanità e divinità. Dio e' con me quando lavoro, quando faccio la mamma, quando studio canto, quando mi diverto con gli amici, quando dirigo il gruppo... io sono me stessa, sono reale… sono Laura, ogni giorno e in quelli che, proprio perchè consapevole di ciò, con estrema serenità mi sento di chiamare spettacoli o concerti.

Se ci si raffronta a questo, allora tutti quei discorsi che spesso riempiono forum sull'importanza di credere per cantare Gospel, lasciano un po' il tempo che trovano. Non si puo' prescindere dall'aspetto religioso naturalmente, ma la cosa davvero importante è essere autentici, non dimenticare mai ciò che si è… E se, come spesso ho letto e sentito, i Free hanno "qualcosa in più"… qualcosa di indefinibile che si percepisce durante i concerti…beh, è proprio a questo che io attribuisco il motivo: i Free sono semplicemente e splendidamente "Veri".

"LISTEN TO... ":
recensione a cura di Luca C.

"THE NU NATION PROJECT (Kirk Franklin)"
Vera e propria svolta,come una sorta di "Rivoluzione", nella luminosa carriera di Kirk Franklin, The Nu Nation Project proietta l'artista di Forth Worth sulla vetta del Contemporary Gospel.
Sonorità moderne, schemi ritmici coinvolgenti, ballad incantevoli, testi intensi e profondi, fanno di questo album un vero e proprio modello di testimonianza di Fede e Spiritualità in musica.
Il legame forte ed indissolubile con la Tradizione della Gospel Music non si perde, ma evolve nell'atmosfera gioiosa e riflessiva di ogni brano.
Numerose le partecipazioni illustri: Bono, Mary J. Blige, Fred Hammond, Donnie McClurkin, R. Kelly, Cristal Lewis, God's Property. Altrettanto favolosi i brani: Lean On Me (brano che suscita emozioni indicibili), Revolution (dal gusto rap) , Something About The Name Jesus, Riverside, He Loves Me, Gonna a Lovely Day (versione ri-arrangiata del brano di Bill Withers), I Can ecc.
Ognuno di loro meriterebbe una pagina intera di descrizione, e sarebbe poco per scrivere cosa rappresenti questa raccolta per chi adora la Gospel Music, quando a distanza di 6 anni dalla sua pubblicazione riesce ancora ad emozionare, commuovere e rallegrare, senza aver alcuna pretesa se non quella di regalare speranza.

Luca consiglia in particolare l'ascolto del brano n. 07, "Lean On Me"
(leggi il testo)



NU NATION PROJECT Informazioni

Autore
Kirk Franklin
Data
22.9.1998
Etichetta
Gospo Centric
Supporto
1 cd
Durata
70 min
Sito Web
http://www.nunation.com/
Brani
01. You Are
02. My Desire
03. Riverside
04. Praise Joint
05. Smile Again
06. Something About The
Name Jesus
07. Lean On Me
08. He Loves Me
09. I Can
10. Gonna Be A Lovely Day
11. Revolution
12. If You've Been Delivered
13. Love Re-Mix

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